COVID 19 - NAZIONALI

COVID 19 - NAZIONALI (66)

Il Ministero della Giustizia ha disposto in merito al funzionamento degli Uffici Notifica ed Esecuzioni e dei suoi dipendenti

Emergenza Covid - 19: misure urgenti

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense, considerata la situazione eccezionale venutasi a creare a seguito dell’emergenza sanitaria conseguente all’epidemia da COVID-19, ha deciso la sospensione dei termini di tutti i versamenti e degli adempimenti previdenziali forensi fino al 30 settembre 2020 per tutti gli iscritti.

Si comunica, inoltre, che Cassa Forense ha attivato in favore degli iscritti una serie di misure a tutela della salute che, in un momento di estrema emergenza, consentono di utilizzare strutture sanitarie private e ulteriori servizi sia per l’emergenza stessa sia per ulteriori urgenti necessità sanitarie (quali visite specialistiche, accertamenti diagnostici, medicina preventiva, ecc.).

In particolare, in considerazione dell’enorme affluenza di pazienti presso le strutture  pubbliche e il conseguente differimento di prestazioni non urgenti già prenotate  presso le medesime strutture e/o dell’inevitabile prolungarsi delle liste  d’attesa, è stata prevista, per gli iscritti alla Cassa e le loro famiglie, la possibilità di attivare, tramite una convenzione sottoscritta con VIS-Valore  in Sanità s.r.l., una card, il cui onere è a completo carico della Cassa e, quindi,  gratuita per l’iscritto. Tale tessera consente di beneficiare di un trattamento di  sconto in caso di utilizzo delle  numerose strutture di eccellenza convenzionate con la Società (https://www.viscard.valoreinsanita.it/).

Per la richiesta della card, che ha durata annuale, è necessario accedere, a partire da giovedì 12 marzo, alla propria posizione personale dall’accesso riservato del sito Internet di Cassa Forense e cliccare sul link evidenziato in verde denominato “chiedi VIS CARD”. La procedura rilascerà in automatico un codice personale da utilizzare per la registrazione sul sito di VIS-Valore in Sanità e attivare, seguendo le specifiche istruzioni, la propria VIS Card, valida per l’intero nucleo familiare, senza dover effettuare alcun pagamento.

Tenuto conto delle difficoltà di accesso telefonico a personale che possa fornire un consulto in merito a valutazioni medico-sanitarie, nonché dell’accesso fisico agli studi medici, fortemente sconsigliato per evitare il diffondersi del contagio, è stato, inoltre, previsto un ulteriore importante servizio nell’ambito della vigente convenzione con AON, riguardante la consulenza telefonica o di video-consulto, destinato a tutti gli iscritti che presentino evidenti sintomi che possano essere riconducibili all’epidemia in corso.

L’Iscritto, per se stesso e/o per il nucleo familiare, potrà effettuare 24 ore su 24 consulti medici in videochiamata o via telefono con il Servizio Medico della Centrale Operativa richiedendo informazioni di natura medica in riferimento all’Emergenza Sanitaria in corso e, in particolare, potranno essere fornite:

▪    valutazione di eventuali sintomi in corso

▪    indicazioni circa il protocollo più adeguato da seguire

 

Il numero telefonico della centrale operativa da contattare per fruire del servizio di consulenza sanitaria è il seguente: 039.65546064 e sarà attivo da venerdì 13 marzo per un periodo di quattro mesi e un numero massimo di 2.500 consulti. L’iscritto dovrà identificarsi all’operatore mediante il seguente codice FOREN001.

 

Cassa Forense, nell’ambito del quadro normativo vigente e delle risorse disponibili, si riserva l’adozione di ulteriori misure di sostegno agli iscritti a seguito dell’evolversi della situazione epidemiologica in corso.

 

11 marzo 2020

E’ stato emanato, nella giornata di ieri, il Decreto-Legge 8 marzo 2020, n. 11, recante “Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria”


Il decreto legge affronta l’emergenza in due fasi.
Una prima fase, di immediata applicazione, che va dall’8 marzo (giorno della pubblicazione in GU) al 22 marzo; una seconda fase che dal successivo 23 marzo giunge sino al 31 maggio.

1. Periodo dall’8 sino al 22 marzo: rinvio delle udienza pubbliche e camerali
Per quanto concerne la giustizia amministrativa la prima fase è disciplinata dall’art. 3 comma 1 il quale prevede perentoriamente che le “udienze pubbliche e camerali dei procedimenti pendenti presso gli uffici della giustizia amministrativa sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020”.
Dunque nessuna udienza sarà celebrata. Trattasi di una misura drastica ma necessaria al fine di consentire, su tutto il territorio nazionale, comportamenti coerenti con gli obiettivi di contenimento del virus in questa prima fase in cui ci si attende il picco epidemiologico.
Dalla misura non sono eccettuate le udienze camerali dedicate all’esame delle domande cautelari. Per queste ultime è previsto che siano decise “su richiesta anche di una sola delle parti”, con decreto monocratico con fissazione della trattazione collegiale a “data immediatamente successiva al 22 marzo 2020”.

2. Periodo sino al 31 maggio: misure processuali e organizzative già operanti
Il primo periodo “cuscinetto” non è un mero congelamento a fini precauzionali ma costituisce anche un lasso temporale durante il quale i vertici della Giustizia amministrativa potranno studiare e predisporre misure organizzative e gestionali da applicarsi in epoca successiva al 22 marzo, calibrate sull’evoluzione epidemiologica, e necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della salute e in particolare per evitare assembramenti all’interno degli uffici giudiziari e contatti
ravvicinati tra le persone.

Giova segnalare, tuttavia, che alcune rilevanti e temporanee misure di carattere processuale sono già direttamente individuate dal decreto.

Segnatamente, fino al 31 maggio il decreto prevede direttamente alcune temporanee modifiche al codice del processo amministrativo a carattere derogatorio e dispone che “tutte le controversie fissate per la trattazione, sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti abbia chiesto la discussione in udienza camerale o in udienza pubblica con apposita istanza da notificare alle altre parti costituite e da depositare almeno due giorni liberi prima della data fissata per la trattazione; anche nei casi in cui non sia stata richiesta la discussione, i difensori sono comunque considerati presenti a tutti gli effetti”.
Il decreto si occupa, altresì, specificatamente dell’ipotesi in cui “almeno una delle parti abbia chiesto la discussione in udienza camerale o in udienza pubblica con apposita istanza”, consentendo, in via eccezionale, l’adozione di modalità telematiche che consentano il collegamento dei magistrati e dei difensori da remoto.
E’ in particolare previsto, in presenza di alcuni specifici presupposti processuali, che “….i Presidenti possono, in ragione motivata della situazione concreta di emergenza sanitaria e in deroga a quanto previsto dal codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, consentire lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante collegamenti da remoto con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell’udienza, assicurando in ogni caso la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della giustizia amministrativa e dei relativi apparati e
comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli uffici. In tal caso è assicurato congruo avviso dell’ora e delle modalità di collegamento. Si dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti. Il luogo da cui si collegano magistrati, personale addetto e difensori delle parti è considerato aula di udienza a tutti gli effetti di legge. Di tutte le operazioni è redatto processo verbale”.

Il decreto contiene, ancora, nell’art. 3, ulteriori prescrizioni di carattere processuale e organizzativo, valide sino al 31 maggio, alla cui lettura si rimanda. Per citarne alcune, esso dispone, tra l’altro, che: le udienze pubbliche siano celebrate a porte chiuse; l’obbligo del deposito di almeno una copia del ricorso in forma cartacea sia sospeso.

3. Misure organizzative demandate ai vertici degli Uffici giudiziari

Sin qui le misure direttamente individuate dal decreto legge.
Altre e ulteriori misure di carattere attuativo, e sempre limitatamente al periodo considerato (ossia sino al 31 maggio) potranno, come sopra accennato, essere individuate dai vertici della giustizia amministrativa e degli uffici giudiziari.
A tal fine il Decreto prevede che:
1) Il Presidente del Consiglio di Stato fornisca, se del caso, disposizioni di coordinamento;
2) I presidenti titolari delle sezioni del Consiglio di Stato, il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e i presidenti dei tribunali amministrativi regionali e delle relative sezioni staccate, sentiti l’autorità sanitaria regionale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della città ove ha sede l’Ufficio, adottino una o più delle seguenti misure:
a) la limitazione dell’accesso agli uffici giudiziari ai soli soggetti che debbono svolgervi attività urgenti;
b) la limitazione dell’orario di apertura al pubblico degli uffici o, in ultima istanza e solo per i servizi che
non erogano servizi urgenti, la sospensione dell’attività di apertura al pubblico;
c) la predisposizione di servizi di prenotazione per l’accesso ai servizi, anche tramite mezzi di comunicazione telefonica o telematica, curando che la convocazione degli utenti sia scaglionata per orari fissi, e adottando ogni misura ritenuta necessaria per evitare forme di assembramento;
d) l’adozione di linee guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze, coerenti con le eventuali disposizioni dettate dal presidente del Consiglio di Stato;
e) il rinvio delle udienze a data successiva al 31 maggio 2020, assicurando in ogni caso la trattazione delle cause rinviate entro la data del 31 dicembre 2020 in aggiunta all’ordinario carico programmato delle udienze fissate e da fissare entro tale data, fatta eccezione per le udienze e camere di consiglio cautelari, elettorali, e per le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti; in tal caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dai presidenti di cui al comma 2 con decreto non impugnabile.

Disposizioni operative sul funzionamento ed accesso agli uffici della Corte di Cassazione in periodo di emergenza sanitaria

La Corte di Cassazione ha indicato gli indirizzi di PEC a cui inoltrare eventuali istanze di trattazione dei procedimenti penali urgenti dal 9 al 22 marzo 2020

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Disposizioni in periodo di emergenza sanitaria del Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione

Sono pervenute al Consiglio dell’Ordine richieste sulle modalità di deposito della comunicazione di adesione all’astensione dalle attività forensi, in esecuzione del deliberato dell’OCF del 4/3/2020.

Sul punto si è ritenuto opportuno interpellare il referente informatico, avv. Fabrizio Sigillò, che ha elaborato un breve vademecum ripartito per singole materie.

L'Organismo Congressuale Forense ha deliberato l'astensione dallo svolgimento dell'attività forense per il periodo compreso tra le date del 6 e 20 marzo 2020.

Linee guida condivise tra il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale Forense per contribuire al corretto funzionamento degli uffici giudiziari in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19

CLICCARE QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO DAL SITO DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

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